Graglia, in breve
Graglia (Graja in piemontese) è un comune italiano di 1 453 abitanti della provincia di Biella in Piemonte. Sito sul Sacro Monte di Graglia, in frazione "Santuario" (790 metri s.l.m.) vi hanno sede un noto santuario mariano e lo stabilimento in cui viene imbottigliata l'acqua minerale Lauretana. Nel 1992 il comune di Graglia è passato dalla provincia di Vercelli alla provincia di Biella.
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Secondo l'opinione di alcuni studiosi, il toponimo avrebbe origine dal tardo latino Gradalia, che a sua volta discenderebbe da gradus (gradino), a causa della natura scoscesa del luogo. Nel Medioevo la zona di Graglia era inserita nel feudo vercellese del vescovato, dominio dei signori Avogadro di Cerrione e dopo due secoli di proprietà dei Savoia, che la cedettero alla famiglia Bobbia dopo essere stata saccheggiata nel 1527 dalle milizie al soldo di Filippo Tornielli.
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Anticamente tutta la località era devota alla Madonna della Neve, di antiche origini presso la frazione Campra. Soltanto agli inizi del XVII secolo, per volere di don Andrea Valotti, nacque la tradizione che si voleva collegare alla Madonna Nera di Oropa e della Madonna Nera di Loreto, nelle Marche. Parimenti, il Monte di Graglia fu altresì dedicato a San Carlo Borromeo, da poco canonizzato nel 1610. Tuttavia, la costruzione della chiesa proseguì a rilento e fu completata soltanto nella seconda metà del XVIII secolo. Nel clima della Rivoluzione francese, la basilica fu convertita dalla sua natura religiosa in edificio di pubblica utilità e venne trasformata in un convitto.
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Il comune di Graglia ha una forma allungata in senso nord-ovest/sud-est; la cima Sacro Monte di Graglia è solo l'ingresso alla molto più alta Colma di Mombarone (2.371 m), dalla quale si accede alla Valle d'Aosta. Dalla parte sud-est invece, il Comune scende fino a toccare i 365 metri di quota in corrispondenza del Lago dell'Ingagna. La vetta del Mombarone è raggiungibile in circa quattro ore di cammino, e offre uno splendido panorama sulle Alpi Pennine. È possibile rimanere nell'area della cima usufruendo del rifugio Mombarone, a non molta distanza dalla sommità e aperto solo nei mesi di luglio e agosto. Idrograficamente appartiene al bacino del Torrente Elvo.
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