Sordevolo, in breve
Sordevolo (Sordèivo in piemontese) è un comune italiano di 1 262 abitanti della provincia di Biella in Piemonte.
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Sordevolo ha origini antiche; già veniva citato, con altri comuni, in un documento dell'827, in quanto faceva parte della giurisdizione vescovile di Vercelli. Durante il Medioevo, fu prima infeudato ai nobili Avogadro, poi ai Visconti, quindi ai Savoia nel 1379, poi nuovamente agli Avogadro nel 1404. Similmente, ma non totalmente come accadde al vicino paese di Pollone, Sordevolo visse un periodo di miseria, soprattutto sul finire del XVI secolo. L'economia si basava quasi esclusivamente su agricoltura e pastorizia delle vicine Alpi biellesi. Dal 1574 fino all'occupazione napoleonica, si governò con degli statuti propri, poi fu infeudata ai nobili Bruco nel 1722.
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Villa Cernigliaro Chiesa di Sant'Ambrogio, riedificata nel XV secolo sulle rovine dell'originario edificio medievale, e restaurata soltanto nel XIX secolo. Fu poi abbellita esternamente da fregi decorativi di Paolo Giovanni Crida, e custodisce internamente un pregiato altare marmoreo del XVIII secolo, più una balaustra dello stesso periodo, entrambi attribuiti alla scuola viggiuese. Oratori della Santissima Trinità e di San Francesco, entrambi risalenti al XVII secolo. La Chiesa della Madonna delle Grazie, XVII secolo, in frazione Verdobbio.
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Dal 1816, ogni 5 anni, gli abitanti del borgo mettono in scena il più grande spettacolo di teatro popolare corale d’Italia. Lo spettacolo della Passione di Sordevolo viene proposto in estate, all'aperto, da giugno a settembre, per un totale di oltre 30 repliche e prende vita nel grande anfiteatro intitolato a Giovanni Paolo II situato all’ingresso del paese e dotato di circa 2400 posti a sedere coperti. Tutta l’azione scenica si svolge all’interno della scenografia, che rappresenta uno scorcio della Gerusalemme del 33 d.C., ricostruita di fronte alle tribune con le sole risorse umane e tecniche locali dei sordevolesi.
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Il borgo prealpino si trova a valle della Riserva del Monte Mars, il monte più alto delle Alpi biellesi (dove nasce il torrente Elvo), quest'ultimo quasi a ridosso della Valle d'Aosta. Abbraccia anche le pendici meridionali del monte Mucrone (2.335 m), condiviso con il vicino paese di Pollone, con il quale confina verso est. Il toponimo deriverebbe infatti dal latino surdabulus, surgibulum ("sorgente"), o da super Elvum ("sopra l'Elvo"). Dista da Biella circa 10 km, ed ha un territorio che si estende dalla frazione Rubiola (a 590 metri di altitudine), fino alla vetta del Monte Mucrone.
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